
Abbiamo seguito tutti con una certa perplessità i complicati sviluppi delle indagini sulle tristissime vicende della Caffarella. Dopo che qualcuno ha straparlato rivalutando strumentalmente i metodi tradizionali di indagine come intuizioni, pedinamenti, deduzioni e chissà cos’altro, e dopo che la prova regina e tecnologica del Dna ha smascherato una mezza figuraccia della prima indagine, ecco che si è dovuti ricorrere al metodo “più barbarico” (almeno secondo questo governo) cioè quello di spiare i viaggi, e magari le conversazioni, dei telefonini rubati dei due ragazzi …
A voglia a sostenere che il divieto delle intercettazioni è per garantire la privacy degli “onesti cittadini” dalle orecchie indiscrete di turpi inquirenti … è chiaro che l’uso di questa tecnologia nelle indagini è a favore di quella “sicurezza” tanto sbandierata e tanto richiesta dal popolo.

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