Friday, March 27, 2009

Quest’aula sorda e grigia …



No. Non c’è il problema crisi. Non ce’è il problema del lavoro. Sgonfiatasi la nevrosi della sicurezza, il problema dell’ Italia è diventato ora quest’aula sorda e grigia dove scorrazzano circa mille rappresentati del popolo (su 60 milioni) che ostacolano l’operato del governo ed il benessere degli italiani, pigiando lentamente bottoni senza cognizione di causa e facendo “solo numero”
E pensare che quest’aula sorda e grigia fu creata dai “padri” della nostra democrazia. Ne furono create addirittura due con sistemi elettorali diversi per avere un surplus di garanzie contro ogni tipo di deriva … Furono istituiti circa mille parlamentari per far si che quante più voci possibili si potessero levare da quell’aula.
La sapevano lunga i nostri “padri”. In fondo quest’aula e la nostra Costituzione, ci hanno assicurato per molto tempo la nostra libertà ed una buona dose di democrazia. E’ già ora di finirla? Siamo già stanchi di una Repubblica parlamentare?

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Sunday, March 22, 2009

Le intercettazioni telefoniche servono




Abbiamo seguito tutti con una certa perplessità i complicati sviluppi delle indagini sulle tristissime vicende della Caffarella. Dopo che qualcuno ha straparlato rivalutando strumentalmente i metodi tradizionali di indagine come intuizioni, pedinamenti, deduzioni e chissà cos’altro, e dopo che la prova regina e tecnologica del Dna ha smascherato una mezza figuraccia della prima indagine, ecco che si è dovuti ricorrere al metodo “più barbarico” (almeno secondo questo governo) cioè quello di spiare i viaggi, e magari le conversazioni, dei telefonini rubati dei due ragazzi …
A voglia a sostenere che il divieto delle intercettazioni è per garantire la privacy degli “onesti cittadini” dalle orecchie indiscrete di turpi inquirenti … è chiaro che l’uso di questa tecnologia nelle indagini è a favore di quella “sicurezza” tanto sbandierata e tanto richiesta dal popolo.
Non ci vorrebbe molto a capirlo: ma siamo in Italia ed il condizionale è sempre d’obbligo …

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Tuesday, March 17, 2009

Le cronache di Narnia - C.S. Lewis



Un libro davvero bello: sette episodi concatenati lo rendono tutto sommato snello nonostante le mille e passa pagine totali. I protagonisti, naturalmente, sono dei bambini che vengono catapultati in un mondo parallelo e alquanto surreale nonostante le chiare allegorie e similitudini con quello reale. A mio personale modo di vedere, ha un finale grandioso e struggente che mi è piaciuto tantissimo. Più che un libro fantasy un libro ''fiabasy''. Classificato come libro per ragazzi, è adatto però ad ogni età: belle e fantasiose le situazioni, i luoghi immaginari, i personaggi improponibili …. Riaccende quella fantasia senza confini tipica delle menti dei bambini. Lo lessi dopo il Signore degli Anelli: beh, è un'altra cosa ... comunque assolutamente da non perdere.

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Thursday, March 12, 2009

Creare la propria icona in stile Obama




Lo so, lo so: molti di voi già lo conoscono; è il sito Obamicon che permette di creare la propria icona (o il proprio poster) in stile “hope” di Obama semplicemente caricando una foto e senza dover smanettare troppo con i programmi di grafica. Unica noia: vi dovete registrare per scaricare l’immagine. Se non vi sentite grandi “statisti”, se per voi lo slogan sarà sempre e solo “we can’t” potrete sempre delegare questa difficile missione al vostro gatto o al vostro canarino: io ci ho provato da mia madre … il gatto che osserva il canarino ha la stessa espressione di Obama ed il volatile “cant” perché c’è la gabbia …

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Saturday, March 7, 2009

Il mondo nel pallone



E’ di qualche giorno fa la proposta del difensore del Portsmouth, Sol Campbell, di cercare di arginare i fenomeni di razzismo negli stadi, infliggendo punti di penalizzazione alla squadra i cui tifosi si rendono protagonisti di cori offensivi.
Proposta che, a me personalmente, non convince. Mi sono fermato un attimo a riflettere e mi son chiesto: “E’ possibile combattere un fenomeno sub culturale come il razzismo con dei punti di penalizzazione?”. In più: perché deve pagare il calcio, od una società calcistica per una istigazione all’odio razziale commessa da qualcun altro? Perché non colpire i colpevoli, anziché uno sport come il calcio falsandone il campionato? L’articolo in link ci ricorda che, sempre in Inghilterra, un giocatore vittima di cori razzisti si è rivolto alla magistratura con una denuncia per istigazione all’odio razziale. Grazie alle numerose telecamere presenti negli stadi (anche nei nostri) i colpevoli sono finiti sotto processo, sono stati vietati loro gli stadi, ed hanno subito una pena pecuniaria. Ecco, questa e la via da seguire: la stessa strada che ha portato all’estinzione pressoché totale degli hooligans. Basta con la responsabilità oggettiva delle società: con questo criterio queste sono facilmente ricattabili da gruppi organizzati di tifosi che possono, sotto la minaccia di cori razzisti o di incidenti, metterle sotto scacco e farsi pagare, ad esempio, biglietti e trasferte. E’ una questione anche di attrarre investimenti sul calcio per aumentarne la spettacolarità: pensate ad un Abramovich o allo sceicco del City; che interesse avrebbe a comprare un club italiano se poi, gli chiudono gli stadi per intemperanze dei tifosi facendo perdergli introiti, o addirittura lo penalizzano all’ultima giornata di campionato con già uno scudetto in tasca …
Il razzismo è un fenomeno sociale che c’è nella vita di tutti i giorni e che va colpito in egual maniera con la cultura della tolleranza, dell’integrazione e con leggi adeguate: avrebbe senso finire sotto processo per un insulto razziale per strada e farla franca se il luogo sono gli spalti calcistici?
Perché lo stadio deve essere un porto franco?

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Monday, March 2, 2009

A mente fredda




Non è un mistero che il centrosinistra italiano stia attraversando un periodo di crisi di portata storica. Una crisi dovuta soprattutto al forte vento di destra che sta spirando in Italia, alimentato ad arte da quella sensazione di insicurezza che ha spinto a puntare il dito contro lo straniero. Dico sensazione perché pare che i reati siano in continua diminuzione.
Un vento di destra al quale sarebbe difficile resistere per un partito ben organizzato: figuriamoci per il PD. Le dimissioni di Veltroni sono state un atto dovuto che però difficilmente risolveranno i problemi. C’è tutta una nomenclatura da azzerare ed un approccio al governo da rifondare: basta con la politica intesa come occupazione e conquista del potere. Pesa la scelta della solita classe amministrativa incapace di rinnovare e rinnovarsi; pesano le grottesce figure fatte in commissione di vigilanza Rai e con la storia dei “pizzini” in tv; pesa l’incapacità di fare opposizione ed una seria politica unitaria ed alternativa alla destra.
La sensazione è che sarà difficile uscire con le ossa ancora sane da questa crisi a meno che non si faccia avanti una nuova classe dirigente e soprattutto un nuovo leader capace di ridare l’originario significato scolastico al termine “politica”: cioè, l’arte di governare le società. Purtroppo oggi siamo lontani anni luce da questa visione: tra noi ed un Obama c’è un oceano di mezzo …

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Wednesday, February 25, 2009

Ti prendo e ti porto via - N. Ammaniti




Una grande sorpresa: non è il mio genere preferito, ma lo ho apprezzato e letto con interesse via via crescente al passare delle pagine. Mi è piaciuto il racconto incrociato ma allo stesso tempo parallelo dei due personaggi principali così diversi tra loro: uno di essi, il Biglia, è semplicemente splendido nella sua caratterizzazione e nella sua superficialità che ben descrive il modo di proporsi di molti giovani di oggi. Ma assolutamente superbo è, a mio avviso, un personaggio secondario come il Pierini: cattiveria in carne ed ossa; mi ha ricordato alcuni loschi figuri della mia infanzia. Narrazione di Ammaniti veloce ed incisiva: da colore al grigiore urbano dei personaggi rendendoli morbosamente interessanti anche nel loro estremo squallore.

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